FREEDYDANCE!

Per ora è un desiderio.

 

Ballo libero. Ma in italiano suona male. Free dance suonava meglio, ma è già stato usato da molti. Così ho pensato a "freedydance": mi piace perché è allegro, giocoso, non impegnativo. E così ho tenuto questo nome.

 

Ma il nome di che?

Il desiderio di che?

 

Di ballare. Di ballare bene, di ballare sul serio.

Ma senza vincoli di partner o gruppo.

 

Mi spiego. La nostra generazione ha inventato il "ballo singolo", perlomeno in Europa. Contro i formalismi del ballo borghese, rigoroso e pieno di regole, noi ci muovevamo liberamente. L'idea era bella, peccato che ci muovessimo tutti piuttosto male... Vi risparmio ulteriori sviluppi storici e vado al sodo.

 

Oggi, nelle sale da ballo, si balla soltanto in coppia o in gruppo. Ma io conosco tantissime persone, soprattutto donne ma non solo, che, come me, adorano il ballo ma non hanno un partner con cui ballare, e non hanno tempo per fare un corso di balli di gruppo. Così siamo condannate a non ballare...

 

Allora ho pensato: perché non inventare un nuovo genere di ballo?

Perché non mettere insieme il desiderio di ballare liberamente, come in passato, e la disciplina di un ballo studiato, strutturato e non improvvisato a casaccio?

 

Oggi ci sono per fortuna tanti ottimi maestri e maestre di ballo qui in Italia, il cui prezioso insegnamento sarebbe un peccato non sfruttare. Quindi, care maestre e cari maestri: perché non pensate ad insegnarci a "ballare da soli", ma ballare bene, facendo i passi giusti e muovendo corpo e braccia in modo armonioso?

 

E poi non sarebbe bello andare tutti insieme in una sala da ballo e, mentre coppie e gruppi si esibiscono con il loro stile, ballare anche noi insieme, in gruppo, ma ognuno  in modo diverso e adeguato alla sua preparazione, all'età, al gusto, alla fantasia, al carattere? Pensate alla scena finale di "Sister Act 2" (se non l'avete mai visto è il caso che lo vediate, c'è una strepitosa Whoopy Goldberg assolutamente da non perdere!), quando i ragazzi si tolgono le tuniche da gospel, tutte uguali, e ballano tutti insieme sul palco, tutti in modo diverso, ma tutti in armonia?

 

Non sarebbe bello ballare così? In libertà, certo, ma con abilità, ordine, e autodisciplina?

 

E non è impossibile! Pensate al carnevale di Rio: quanta gente balla da sola per le strade? Tutti i balli latini, e anche la stessa salsa, si potrebbero ballare tranquillamente da soli, ci vorrebbe solo un bravo maestro che ci aiutasse a costruire il nostro percorso, a mettere in risalto ciò che potremmo fare bene. 


Cari maestri e care scuole di ballo: dovreste dare a tutti questa opportunità, e non credo che ve ne pentireste.

 

Noi, ballerine e ballerini nel cuore, restiamo in attesa... :-)))