La mia laurea

Ho scelto di inserire in queste pagine la mia tesi di laurea perché  questa è stata per me non solo un'esercitazione accademica ma parte integrante del mio percorso di formazione.

 

Ho studiato all'Università di Firenze, anche se sarebbe più esatto dire che là ho dato gli esami, perché ho sempre dovuto studiare da sola, visto che vivevo e lavoravo a Monaco e potevo recarmi a Firenze solo per le questioni strettamente burocratiche. Raramente ho avuto la fortuna di poter assistere alle lezioni, ma quelle poche mi sono rimaste molto impresse.

 

Vorrei qui dedicare alcune parole di ringraziamento e di affetto alla memoria della professoressa Imparati, che per prima mi affascinò con la Storia del Vicino Oriente Antico, che resta l'esame più coinvolgente che abbia preparato. Qui accanto riporto un articolo che ho scritto molto tempo dopo per la rivista Rinascita Flash di Monaco, che ancora risente dell'incanto che l'incontro con quel mondo mi ha regalato. La professoressa Imparati venne anche a trovarmi a Monaco ed insieme visitammo la Lenbachhaus, godendoci una delle ricchezze più preziose della mia amata città.

 

Un altro ringraziamento lo vorrei dare al professor Cherubini, con cui purtroppo diedi soltanto l'esame di Storia Medievale, ma che mi conquistò con un suo scritto sui concetti di tempo e spazio nel Medioevo, tanto che ebbi il coraggio di confessarglielo durante l'esame, a costo di apparire untuosa, ma che era la pura e semplice verità. Credo che l'abbia capito...:-))) E a lui va tutta la mia sorridente simpatia e un grazie per avermi permesso di viaggiare con lui nel tempo e nello spazio di quel mondo lontano.

 

Non volevo scrivere questo elenco di ringraziamenti, ma stanno arrivando così spontanei mentre scrivo, e non voglio fermarli. Il prossimo grazie è per il professor Bizzocchi, dell'Università di Pisa. Non l'ho mai conosciuto di persona, ma su un suo libro preparai l'esame di Storia Moderna, e me ne appassionai così tanto che non riuscivo a smettere di leggerlo, quasi fosse un thriller. Il libro si intitola: "In famiglia - Storie di interessi e affetti nell'Italia moderna" ed è una dimostrazione di come la storia di una famiglia, ricostruita attraverso documenti burocratici, legali, catastali, sia appassionante e avvincente quanto uno splendido romanzo, oltre che la constatazione di quanto la storia si sviluppi e cambi il mondo nel microcosmo di una famiglia quanto nel macrocosmo di una nazione. E quanto questi microavvenimenti, piccoli ma tanti, siano in realtà la lunga onda che cambia veramente il mondo.

 

Un altro grazie è per il professor Ghidetti e per due motivi. Il primo è che mi organizzò in poche ore l'esame di Letteratura Italiana, che era stato rimandato all'ultimo momento, permettendomi di non sprecare un viaggio da Monaco. Tutto avvenne in un torrido giorno di luglio con temperature equatoriali e ricordo ancora la figura inappuntabile del professore, in un completo elegantissimo che doveva essere una trappola mortale con quel caldo impossibile e che, più che farmi un esame, mi dava una lezione di serietà, professionalità e passione per il proprio lavoro. Il secondo grazie è indiretto perché purtroppo non ho mai potuto ascoltare nessuna delle sue lezioni, ma il suo lavoro su Giovanni Verga, unito al mio grande e sviscerato amore per questo autore, mi ha permesso di realizzare la più bella tra le mie serate culturali a Monaco, che tenni nel 1997 all'Istituto Italiano di Cultura, in una sala strapiena ed entusiasta.

 

Last but not least, il mio grazie a tutte le ragazze e i ragazzi che sono stati i miei giovani compagni di viaggio in questa avventura. Con qualcuno ho solo condiviso l'ansia e il mal di stomaco prima di un esame, con altri ho avuto brevi ma appassionanti discussioni che  hanno accresciuto la mia voglia di volare, una è diventata una carissima amica e con lei ho condiviso gioie, tristezze e vicessitudini familiari.

 

Ero partita per scrivere una breve introduzione alla mia tesi, ma solo scrivendo mi è tornata, nella mente e nel cuore (posto che siano due elementi diversi...) tutta l'importanza e l'intensità di quest'esperienza, tutta la ricchezza che mi ha dato, tutta la fatica e la bellezza di un percorso di formazione. E la sensazione che mi ha dato quest'avventura: una sensazione di vita, di libertà, di spazi aperti. La sensazione di volare.